Dopo la recente approvazione del Decreto Sviluppo in Italia le nuove imprese possono accedere a fondi speciali per le così dette Start Up, vediamo di capire cosa sono e quali sono i requisiti necessari….

Si chiama “Fondo di fondi” la misura economica predisposta dal Governo Nazionale per finanziare le startup italiane. Al Fondo parteciperà la Cassa Depositi e Prestiti intervenendo per finanziare la crescita delle nuove imprese. La notizia arriva direttamente dal Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.

Corrado-Passera

Il “Fondo di Fondi” non era previsto dal Dl sviluppo, ha spiegato Passera, ma per l’intervento della Cassa depositi e Prestiti “non c’è bisogno di una legge, è un accordo che abbiamo preso, ce lo siamo detto tra azionisti e ora è solo da formalizzare. All’interno del fondo per le imprese una quota maggiore del previsto sarà per le start-up”.
Dunque l’Italia, che non era molto amica delle giovani idee, finalmente si mette al passo degli altri Paesi europei snellendo molti impedimenti burocratici ed immettendo capitali utili alla crescita delle giovani imprese.

Puntare alla crescita finanziando le start-up: è quel che si propone il Ministero dello Sviluppo Economico riservando incentivi pari a 210 milioni di euro in due anni come previsto dal nuovo Decreto Sviluppo bis.

Requisiti di Accesso per le Start Up

A chi sono indirizzati gli incentivi? Alle imprese innovative con meno di 4anni di attività, con un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, che non distribuiscono utili.
Importante, dunque, la presenza di una struttura innovativa, che investa almeno il 30% delle spese in ricerca e sviluppo o impieghi, per almeno un terzo della forza lavoro, ricercatori, dottori o dottorandi. In alternativa si potrà dimostrare di essere titolari o licenziatari di un brevetto.

Le Agevolazioni per le Start Up

Una volta riconosciuta come start-up innovativa, l’impresa potrà accedere alle agevolazioni inserite nel Decreto Sviluppo (Dl Crescita 2.0), che prevedono l’esonero spese per iscrizione al Registro Imprese e vincoli meno stringenti sul rientro delle perdite, nonché la possibilità di remunerare amministratori, dipendenti e collaboratori con azioni, quote, titoli, diritti, opzioni e strumenti finanziari. In tal caso, il reddito di lavoro derivante non concorrerà alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi.
Previsti infine una serie di sconti fiscali. Infatti, i contribuenti che investono nel capitale sociale di una o più start-up hanno diritto ad una detrazione IRPEF pari al 19% per un triennio sulla somma investita, direttamente o tramite Ocr. La quota di reddito indetraibile potrà essere portata in detrazione negli anni successivi ma comunque non oltre il terzo. L’investimento massimo detraibile per ciascun periodo d’imposta è pari a euro 500.000 e deve essere mantenuto per almeno due anni.
Infine, gli investimenti delle società potranno essere dedotti nella misura del 20%. Anche in tal caso resta valida la regola di mantenere l’investimento per almeno due anni. Il massimo agevolabile è pari a 1,8 milioni.

Contratti e Assunzioni per le Start Up

Le assunzioni possono essere fatte facendo ricorso al contratto a tempo determinato per una durata variabile tra i 6 mesi e i 3 anni rinnovabili più volte anche senza soluzione di continuità, con possibilità, dopo i 36 mesi, di un ulteriore rinnovo di un anno. Tutto questo avverrà senza dover corrispondere il contributo addizionale dell’1,4%. Una parte variabile dello stipendio potrà essere pagata anche con quote della società.