Penso che tutti abbiano vissuto una notte come questa. Una notte in cui ti senti smarrito e vulnerabile. Una notte in cui senti di aver perso la tua identità e credi che le tue certezze ti abbiano abbandonato.
Stanotte, hai la sensazione di non aver quasi più il potere sugli eventi, sul tempo che fugge. Stanotte, hai addosso l’ombra della paura, la paura di non trovarti, di non capire, di non saper scegliere, la paura di invecchiare. Stanotte, ti feriscono le illusioni che la vita ha disilluso. Stanotte, brucia nel cuore il ricordo della tua fiducia che è stata tradita.
Eppure, questa notte, la tristezza si fa preghiera e la preghiera si fa speranza. La speranza che, nonostante lo smarrimento e lo sconforto, possa esserci ancora una strada illuminata, per te. La speranza che, dopo esserti perso, possa sempre ritrovarti. Dopo le delusioni, possa di nuovo credere. Dopo esser andato in frantumi, possa ricostruirti. Dopo esser invecchiato, il tuo spirito possa ringiovanire.
E quindi stanotte chiedi: “Dimmi, qual è la via? Qual è la strada che porta verso me?”.
Non so a chi stai facendo questa domanda, forse a Dio, forse a te stesso o forse, in qualche modo, le due possibilità coincidono. Forse, non lo sai dire nemmeno tu perché…forse perché tu sei l’uomo indeciso.

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