Anziani soli. Cos’è la solitudine.

Gli anziani sempre più spesso vanno incontro alla solitudine.

A volte capita per motivazioni del tutto naturali come può essere perdita del coniuge. A volte, invece, figli e nipoti sono troppo indaffarati nella vita di tutti i giorni, oppure abitano lontano, in altre città o addirittura in altri Paesi. Eppure la solitudine non è da sottovalutare, e non solo per una questione morale ed emotiva. Studi recenti condotti negli Stati Uniti, dimostrano che la solitudine ha effetti davvero deleteri sulla salute degli anziani. Infatti, gli anziani che abitano da soli, o che sono addirittura abbandonati a sé stessi, soffrono più facilmente di disturbi del sonno, pressione alta e depressione. Questi problemi si vanno ad aggiungere alle già precarie condizioni dell’anziano, il quale può presentare – oltre alle normali conseguenze dell’età avanzata – diverse patologie specifiche. La condizione emotiva caratterizzata da apatia e malinconia che porta la solitudine sarebbe la diretta responsabile dell’abbassamento drastico delle difese immunitarie. Sempre da questi studi emerge che la solitudine arriva ad incidere sul tasso di mortalità prematura fino al 14% in più rispetto a coetanei che abitano in famiglia o che sono ospitati in casa di riposo.

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Combattere la solitudine.

Come fare per combattere la solitudine che attanaglia la vita di molti anziani? Di certo è fondamentale per le famiglie ritrovare l’abitudine di frequentarsi spesso e non solo per le feste comandate. Anche una semplice telefonata per raccontarsi la giornata può regalare un sorriso ai nostri genitori o ai nostri nonni. Ricordarsi di approfittare del tempo che rimane della loro vita per attingere il più possibile dal rapporto umano. Guardare insieme un film la domenica, invitarli a fare una passeggiata o accompagnarli nelle commissioni della giornata come la spesa (e non solo quando devono andare dal medico).  C’è un video che sta facendo commuovere la Rete: è lo spot di una catena di supermercati tedesca, la Edeka, che invita a riflettere sullo stato d’animo di molti anziani che, purtroppo, passano non solo la vita di tutti i giorni, ma anche le festività in completa solitudine. Un uomo anziano abbandonato a Natale dai figli per più di un anno consecutivo, decide di far credere loro di essere morto. I figli si riuniscono – finalmente – per la tragica perdita, ma lui è lì, vivo e vegeto che li ammonisce:”devo fare questo per avervi qui?”.

Anziani soli: quando scegliere la casa di riposo

Oltre alla lontananza dei propri cari, una delle cause della crescente solitudine degli anziani è, specie nelle grandi città, la progressiva scomparsa dei rapporti di amicizia e di vicinato. Il miglior conforto per gli anziani soli è la presenza di una figura amica.  La casa di riposo, spesso demonizzata come un posto dove scaricare gli anziani e dimenticarsene, in realtà può essere la soluzione migliore per contrastare la solitudine. La casa di riposo è, infatti, un luogo dove l’anziano può frequentare persone della sua stessa età e partecipare ad una vita più socialmente più attiva, instaurare dei legami di amicizia. Stare insieme ai suoi coetanei, magari partecipando ad attività di gruppo e ricreative, lo può aiutare a sentirsi parte di qualcosa e tenerlo attivo. Se l’anziano ha necessità di una supervisione medica, la casa di riposo è la soluzione ideale, grazie al personale qualificato che se ne prenderà cura. Inoltre, spesso gli anziani soli si lasciano andare a sé stessi, non si nutrono in maniera adeguata o non prendono le medicine prescritte dal medico. In casa di riposo, invece, il personale si prende cura di loro per ogni esigenza e controlla sia i pasti, sia il corretto proseguimento delle terapie. Naturalmente, la casa di riposo da sola non basta: è indispensabile che la famiglia dell’anziano sia presente. Casa di Riposo Villa Sirius, a Orto Liuzzo (ME), ad esempio, organizza periodicamente attività ed eventi nei quali sono coinvolti i familiari: perché per sentirsi davvero a casa non bastano quattro mura, serve anche l’affetto dei nostri cari.

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