Ancora emozionata per la splendida vittoria a Tokyo, Carolina Costa ci ha raccontato tutte le sensazioni vissute durante l’avventura giapponese delle Paralimpiadi che le è valsa una meritatissima medaglia di bronzo.

medaglia bronzo carolina costa

Ci ha subito mostrato la sua luccicante medaglia olimpionica con tanto orgoglio e un pizzico di rammarico, Carolina Costa, all’inizio del nostro incontro che ha fatto seguito al primo, avvenuto poco prima della partenza per Tokyo.

L’avevamo, infatti, lasciata pronta a partire per partecipare alla competizione paralimpica e l’abbiamo ritrovata dopo poco più di un mese con una meritata medaglia e ambizioni ancora più grandi. Abbiamo incontrato una Carolina stanca ma soddisfatta, un po’ amareggiata, ma ancora più determinata.
E con tante cose da raccontare sulla sua avventura paralimpica.

Il villaggio paralimpico

L’arrivo in Giappone è stato, come ci si aspettava, costellato di restrizioni per via delle norme di sicurezza anti-covid: dai 3 tamponi quotidiani all’impossibilità di lasciare il villaggio olimpico se non per andare agli allenamenti. Le giornate, racconta Carolina, si sono susseguite non prive di difficoltà, tra un team sportivo reso monco dell’allenatore Vittorio Scimone e del suo medico personale, e la solitudine causata dal dover disputare una delle più grandi gare della propria vita in assenza di figure indispensabili per la sua preparazione atletica.

Sostegno e assistenza non sono però mancati alla campionessa messinese: è stato, infatti, il maestro Silvio Tavoletta a prendere il testimone dalle mani di Vittorio Scimone, accompagnando Carolina a Tokyo, allenandola durante il soggiorno giapponese e supportandola con grande convinzione nei momenti concitati e adrenalici delle gare.

 

Adrenalina, agitazione e tantissima energia: ogni emozione spinta al massimo per la gara più importante della sua carriera

Ce n’è stata davvero tanta di adrenalina in quelle giornate, durante le gare che si susseguivano, una più difficile dell’altra, con la tensione che aumentava ad ogni secondo che passava.

Carolina parte benissimo vincendo il primo incontro, ma perde il secondo. Scoramento, rabbia e sconforto sono forse i sentimenti che l’hanno attraversata in quegli attimi. Adesso doveva battersi per il terzo posto ed è lì, proprio in quel momento di maggiore tensione, preoccupazione e stress, che Carolina ha saputo tirare fuori tutta la grinta, la forza e la determinazione che la contraddistinguono. Vince così la terza gara e si incorona prima donna del judo italiana a vincere le paralimpiadi, aggiudicandosi il terzo posto e una più che meritata medaglia di bronzo.

Un traguardo estremamente prestigioso e importantissimo che dà lustro alla FISPIC, la Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi, che ha reso possibile la partecipazione di Carolina alle paralimpiadi, alla città di Messina e a tutto il mondo sportivo.

Ma Carolina conta di poter andare ancora più lontano, partendo dalle Paralimpiadi di Parigi 2024. E mentre già ha ricominciato gli allenamenti, i più bei ricordi di Tokyo le danno ulteriore spinta per allenarsi con sempre maggior vigore e convinzione.

 

I più bei ricordi dell’avventura Giapponese

Innanzitutto, il Kodokan. La possibilità di poter allenarsi al Kodokan, la più antica sede della comunità mondiale del judo, è stata la prima grande emozione vissuta dalla nostra campionessa. Spirito di appartenenza, un grande rispetto verso quel luogo e l’onore di potervici allenare già coronavano uno dei suoi sogni. E poi, l’estrema gentilezza, cordialità e disponibilità di tutta l’organizzazione giapponese che si è messa al servizio della nostra campionessa e di tutta la delegazione italiana, i momenti di complicità e sintonia con i compagni del team e i maestri, la scoperta di una cultura affascinante che l’ha innegabilmente conquistata. Questo e molto molto altro porta con sé Carolina.

 

Il rientro a Messina, i riconoscimenti ottenuti e sogni ancora più grandi da realizzare

Tanti gli inviti, le targhe, i premi e i riconoscimenti pubblici ottenuti a livello sia locale che nazionale. Dalle massime autorità della Città di Messina fino all’invito da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: Carolina Costa è stata ricevuta dalle più alte cariche.  Riconoscimenti di tale portata sono stati motivo di grande gioia e orgoglio per la nostra campionessa, che spera tuttavia di trovare, nella sua città, degli sponsor che abbiano voglia di supportare il suo percorso agonistico sui palcoscenici più prestigiosi del mondo e lasciare un segno duraturo nella storia sportiva della città.

Carolina è, infatti, al momento uno dei rappresentanti sportivi più famosi e in vista di Messina. La sua notorietà può continuare a dare grande lustro alla città e a chi la supporterà negli anni avvenire, nel cammino che la porterà alla partecipazione alle Paralimpiadi di Parigi 2024.

Da prima donna del judo a vincere una medaglia olimpica, Carolina potrebbe infatti portare altre medaglie olimpiche in città nei prossimi anni, e di ben altre leghe metalliche.

Ma oltre ai meriti sportivi, Carolina Costa è molto di più: è una ragazza genuina, di animo nobile e dal cuore d’oro. Una ragazza che si è fatta da sola, allenandosi duramente fin da piccola, giorno dopo giorno, con l’aiuto della madre Katarzyna Juszczak e dell’allenatore Vittorio Scimone. Un’atleta di caratura mondiale dalle prestazioni agonistiche che non hanno nulla da invidiare ad atleti più in vista. Una ragazza umile, generosa e desiderosa di mettere tutta se stessa nello sport che l’ha resa oggi la giovane forte donna che è e che desidera portare la sua città e l’Italia tutta sulle più alte vette dello sport mondiale.

E che ha un solo grande desiderio in questa fase della sua vita: avere più risorse e strumenti adeguati per potersi allenare mantenendo quegli alti standard agonistici che un’atleta olimpica deve poter mantenere. A lei auguriamo di continuare il brillante percorso agonistico che l’ha già portata lontano, supportata da chi ha voglia di vedere splendere ancora di più questa stella messinese. E con lei l’intera città.

Le Olimpiadi di Carolina Costa